C’è qualcosa nei tuoi occhi

 

C'è qualcosa nei tuoi occhi
C’è qualcosa nei tuoi occhi

C’è qualcosa nei tuoi occhi

Amabile Giusti

Ed. Amazon Publishing


…Siamo stati tutti all’inferno, cambia solo il modo in cui cerchiamo di venirne fuori […] (Inoltre) non esiste anima al mondo che non si sia frantumata. Deve avere una forza interiore superiore alla mia, che sembro una tigre. Lui, che sembra un angelo, deve essere una tigre davvero.

 

Per iniziare il nuovo anno non ho scelto un classico del passato o un testo del presente che ha fatto molto discutere, bensì un romanzo appena uscito di una esordiente, credevo, che però tale non è, perché ha al suo attivo altri lavori. Amabile Giusti racconta di sé stessa di essere un avvocato che si sente scrittrice e siamo incuriositi dal modo in cui concilia e rende compatibili entrambi le cose, a primo acchitto sembrava di ritrovarsi di fronte allo pseudonimo di chi si dedica proprio alla scrittura a tempo pieno. Non è uno pseudonimo, ci soccorre Google, (http://www.ilmetropolitano.it/2015/02/04/amabile-giusti-lavvocato-che-scrive-romanzi/) ma la carriera forense l’ha definitivamente abbandonata per questa nuova promettente avventura della sua vita, come quelle delle protagoniste dei suoi romanzi.

Colpisce lo stile immediato e diretto.
L’anteprima mi ha subito affascinato, soprattutto il modo di scrivere.
Si comprende subito che è la storia dannata di un amore dannato, di un poeta dannato, di una donna dannata. Dannazione!

Dannazione, ma quanto è bello man mano scoprire che esiste sempre una storia possibile e che ci si può calare in questa storia dipinta di rosa tendente al noir.

In fondo chiunque, anche un uomo, può sentirsi un’anima dannata anche se non deve prendersela con il suo bellissimo corpo che lo sottopone a pregiudizi ed attenzioni fastidiose, o al pregiudizio di dover fare sempre questa fine. In fondo anche un uomo è vittima del pregiudizio che ci prova sempre!

L’autrice nel far parlare tra sé la protagonista femminile evoca tutto il mondo dei cliché più famosi e conosciuti, dalla mancata Cenerentola a Pretty Woman passando per l’attimo fuggente e via via a iosa:espressioni correnti, immagini figurative e luoghi comuni in cui comunque il lettore possa ritrovarsi a suo agio, ma che evocano come un’eco fastidioso, modelli ed altre storie.

Per fortuna il lavoro prende man mano forma e personalità. Il protagonista maschile, a differenza della nostra anima dannata è invece un poeta, dannato anch’esso, che si intuisce subito dover ritrovare docente universitario; si intuisce un po’ meno di doverlo ritrovare cantante e proprietario di un locale notturno.

E’ anche un gentlemen di buona famiglia, tra le altre cose: forse è un po’ troppo!

Protagonista anche il tempo, soprattutto un tempo passato che pesa e che ha insegnato a doversi sempre difendere, che ti frega il futuro, e l’attrazione, del poeta-dannato-gentlemen per quella bellissima donna dall’anima scura e delusa e della giovane ragazza-maschiaccio per l’affascinante belloccio che vuole ancora una volta sperare e permettersi di amare, anche se teme di non poterlo più fare.

Francisca appare in tutta la sua realtà e che abbia scheletri nell’armadio lo si intuisce, e che abbia costruito un modo odioso di essere solo per difendersi lo si intende da subito e, per sua fortuna, lo intende anche il suo Prof. che in breve, per il gusto di rendere contraddittori entrambi i personaggi, vestito con orecchino e borchie e cantante rock è un Lord di nome e quasi di fatto, viste le potenti influenze della nonna e le sue facoltose possibilità di sposare una ricca ereditiera altolocata. La zelante onnipresente nonna desidererebbe proprio questo per lui;  armata di altissime ambizioni, lo sorveglia come fosse una madre gelosa e premurosa per il suo giovine sfaccendato inconcludente e non manca di affrontare la giovane vagabonda che se ne è innamorata. Già, perché i traguardi raggiunti dal Lord non saranno mai la carriera universitaria nella blasonata Harward e la carriera diplomatica che ella immaginava per il rampollo. Un filo noir legherà i due allorché si scoprirà che anche il Lord Byron ha uno scheletro nell’armadio ed un passato che pesa dal quale fuggire.

 Francisca rivedrà suo padre e ricadrà in un baratro, intuibile il perché, crediamo; meno intuibile, invece, quanto oltre al dolore per la prematura scomparsa della moglie logora nel rimorso il bellissimo Lord.
Nel passato dell’uno c’è la moglie, nel passato dell’altra c’è Marcus, un compagno di guerra quotidiana più che un amore, per chi l’amore l’ha conosciuto così male. Entrambi risultano impegnati nel creare rapporti veri: Francisca cerca di spiegarsi quale fosse il legame passato con Marcus e Byron rifugge le falsità cui vorrebbe assoggettarlo la nonna.
Ecco che nella dannazione di entrambi si apre uno spiraglio perché si scoprono entrambi soli, entrambi refrattari alle formalità e forse incompatibili con il resto del mondo che pur li desidera seppure in modo diverso da come loro vorrebbero essere desiderati. E allora, stare davvero insieme è ancora un miraggio se prima non si è fatto il conto con il proprio passato…

Lasciamo al lettore il gusto di scoprirne la trama in uno stile letterario intrigante ed in una immediatezza nella scrittura che ci ha da subito affascinato ed accompagnati fino all’ultima pagina.

 Certamente alcune immagini ed espressioni meritano di essere citate:
_1_ La necessità di dover fingere, vedi quella di Willy, un Willy liberato
_2_ Bellissima espressione: <<rendeva dure le sue membra, rendeva morbido il suo cuore>>.
_3_ La colonna sonora evocata si attaglia bene agli aspetti “rock &  blues” rappresentati nei personaggi
_4_ Lord Byron appare, come dire, …Sempre più folgorato da tanta intelligenza…
_5_ <<Qualsiasi donna sarebbe andata bene, purché fosse piacevole. A tenersi a stecchetto tanto a lungo, c’era il rischio di credere che il pastrocchio di colori di un bambino fosse un’opera di Rembrandt >>
_6_ <<In quale mondo pensa di vivere? Un universo parallelo in cui basta un fottuto ginocchio sul pavimento per ottenere il perdono?>>
_7_ <<sentirmi come se fossi fatta di bastoncini da shangai gettati alla rinfusa in un gracile mucchietto>>.
 _8_ <<un tormento lasciato sepolto diventa un seme da cui può nascere una pianta carnivora>>
 _9_ uno stupro incestuoso definito come il massacro Klev degli angeli ed il passato come un diamante
 _10_ <<le barche a vela che  tagliavano l’acqua come bianchi coltelli>>
 _11_ <<non è l’ombra che comanda: è la luce. È la luce che decide quanto vivranno le ombre.>>
_12_ <<Una voce davvero bella. Morbida e calda come sciroppo d’acero>>

Giulio della Valle

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