Gli articoli - Introduzione

La navigazione in Internet viene troppo spesso associata a tutti i mali del mondo. La delinquenza giovanile, la violenza ingiustificata, la pedofilia, le bollette telefoniche milionarie e chissà quale altra piaga sembravano non esistere prima che si iniziasse a navigare in Internet anche in Italia (Nessuno ricorda le “hot line” ed i servizi “144”?).

Eppure la maggior parte delle persone non conosce minimamente questo nuovo mezzo di comunicazione e, vittima della pigrizia o della pubblicità commerciale, identifica l’utilizzo della rete mondiale con i peggiori mali del mondo, oppure vuole comprarla, come si è soliti fare con un qualunque oggetto, eventualmente senza avere un computer, un modem, o quant’altro occorre, in sostituzione, per comunicare attraverso Internet che è un servizio di pubblico accesso e non un prodotto.

Già, perché sebbene vi siano ovunque guide ad Internet e manuali tecnici, su questo sito come su siti universitari esaustivi ed autorevoli, non sempre risulta chiaro che Internet è soltanto un mezzo e non un fine e che pertanto l’utilizzo del mezzo, sia esso saggio e misurato o insensato ed esagerato, dipende sempre dall'autodeterminazione del singolo individuo che vi accede.

Purtroppo le notizie cubitali da prima pagina, le favole dei soliti ben informati ed ancor più le “tecniche difensive” che vengono via via inventate per allontanare i fantasmini informatici, non aiutano la nuova utenza ad acquisire informazioni tecniche sulla telematica, e la lasciano alla deriva delle cosiddette “leggende metropolitane”: notizie impossibili che si diffondono senza controllo e trovano nuovi adepti, pronti a rivendere per notizia attendibile che l’elefantino Jumbo ha sorvolato New York proprio l’altra notte o che un programma può danneggiare il monitor del computer. Per la mia formazione tecnica ritengo impossibile che il software possa danneggiare l'hardware, anche se da quando il monitor si è guastato, continuo a chiedermi se sia soltanto per vecchiaia: chissà che un virus non si sia arrimpicato fino allo schermo!

Questo vespaio di false notizie prende forma e si diffonde a macchia d’olio soltanto perché ha forte presa sull’immaginario collettivo entrando fin nel profondo delle famiglie ora accostando l’utilizzo di Internet alla pedofilia, ora accostando l’utilizzo di Internet alle bollette telefoniche milionarie: due realtà che certamente compromettono la serenità e la tranquillità dei più e spesso provocano atteggiamenti difensivi che divengono psicotici scatenando conseguenze peggiori del male stesso.

Un mio modestissimo contributo al dilagare di queste false notizie, trova spazio in quest’area del sito dedicato alle “disequazioni”.

Più passa il tempo e più si diffonde la navigazione in Internet in Italia, ma, contrariamente a quanto si aspettavano e si sono augurati gli operatori del settore, la diffusione dell’utilizzo di Internet ha trovato nel mercato una collocazione eminentemente consumistica che sempre più spesso corrisponde ad una minore conoscenza tecnica del mezzo. La corsa delle aziende a crearsi una posizione dominante sul mercato, obbliga ad utilizzare un linguaggio eminentemente propagandistico: diviene quindi sempre più pressante l’esigenza di sfatare in un batter d’occhio le tante “leggende” che si diffondono di bocca in bocca ed acquistano una credibilità che non meritano: a difesa della professionalità di chi opera in questo settore, e delle ansie ingiustificate dalle quali ci lasciamo sopraffare per scarsa conoscenza.

Ricordate l’eco delle cronache dello scorso Natale secondo cui TIM, OMNITEL, WIND, e chissà quale altro gestore di telefonia in mercato di libera concorrenza, si erano consociati per offrire sconti sui costi dei messaggi inviati dai cellulari?

Ritenete possibile che queste notizie, trovino un’eco nella posta elettronica ed in nessun giornale di rilievo, almeno, nazionale?

Vi è capitato di sentire che Bill Gates di Microsoft e America On Line, altre due ditte concorrenti, si erano consociate per pagare chi scrivesse chissà quanti messaggi via posta elettronica?

Ricordate gli ingiustificati timori legati al “Millennium Bug” all’inizio dell’anno 2000?

Siete pronti a credere che Fiat, Peugeot e Volkswagen regaleranno un’auto (quasi certamente Giapponese) a chi consuma più carburante in un anno?

Ritenete che Ericsson, Nec, Nokia, Motorola, non desiderino altro che regalarvi decine di telefoni cellulari?

Bene. A queste ed alle più diffuse “leggende metropolitane” troverete risposta qui. Oltre a dimostrare l’infondatezza di siffatte notizie, offrirò un antidoto di sicura efficacia per la vostra tranquillità, per le vostre risorse economiche e soprattutto per non farsi lusingare da promesse prive di fondamento o da “favole” con le quali gli stupidi si divertono a tradire la fiducia di chi li ascolta creando effetti indesiderati e spesso disastrosi sulla diffusione di un mezzo dalle infinite potenzialità ed applicazioni, ma soprattutto sulla serenità delle famiglie.

Negli articoli di quest’area tecnica comincio col prendere in esame le dicerie e le “leggende metropolitane”, affrontando il millennium bug e le “favole” su virus e troiani.

Negli articoli dedicati al “sociale” invece, mi misuro innanzitutto con quelle che ho definito le “disequazioni”: la prima grande disequazione accosta internet e pedofilia. Seguendo il linguaggio dei media si ritiene comunemente che per procurarsi foto di bambini occorra una qualsivoglia competenza tecnica, e di conseguenza si crea un certo accostamento tra i pedofili e chi “naviga” assiduamente in Internet, dando luogo ad un altro falso accostamento tra tecnici e depravati (diciamolo esplicitamente!).

In un'area intermedia tra gli spunti tecnici e gli spunti sociali, ci sono alcune verità che, pur prendendo le distanze dalle caratteristiche tecniche del mezzo e dalle becere presunzioni, mettono a nudo le ripercussioni che la vita nel mondo virtuale può provocare nell’ambito della vita reale e delle relazioni sociali di un soggetto. Un abuso costante dei mezzi di comunicazione virtuale ed una confusione tra “comunicazione” ed “esplorazione”, che il vocabolo “navigazione” falsamente suggerisce all’utente ineasperto, può provocare stati di frustrazione e stati ansiogeni che la scienza medica ha giá definito: “netmanie”.
Vedremo come prevenire l’ansia di essere costantemente collegati.

Di questi temi valuteremo anche le conseguenze in termini economici e giuridici ed i un modi per porvi un rimedio tecnicamente valido.


Ulteriori informazioni in merito agli argomenti trattati in questo sito, possono essere richieste attraverso il form.


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Lunedì, 03-Lug-2000 19:35:00 CEST